martedì 29 settembre 2015

PARKWAY DRIVE - IRE


Tantissima paura ti stava guidando all'ascolto di questo disco a causa di un paio di singoli rilasciati su youtube che proprio ti dicevano poco. Le canzoni risultavano moscie e scontate. Quando poi hai finito l'ascolto dell'intero album hai capito che ti sbagliavi, ma non del tutto. Oggi parliamo di IRE nuovo disco dei Parkway Drive.

Perché dici che ti sbagliavi ma non del tutto? Subito detto: quest'ultimo lavoro del gruppo australiano non è un brutto disco, anzi si lascia ascoltare con grande facilità, ma alcuni pezzi e sopratutto alcune scelte, che fra poco andrai a snocciolare, mettono in luce come questo album sia sicuramente sotto la media rispetto ai suoi precedessori.
Ricordi sempre con grandissimo piacere Deep Blue, un disco cattivo, metalcore allo stato puro, in cui i suoni sono potentissimi, i riff di chitarra ben studiati, la voce sempre su standard di scrittura e di performance altissimi.
 Degli altri album della band ne hai già parlato in un post che si trova a queste coordinate http://meta-ldetector.blogspot.it/2014/02/shut-up-and-take-my-money-parkway-drive.html, andate a leggere alcune impressioni per capire meglio questa recensione.
Come hai detto subito all'inizio i due singoli rilasciati come promozione al disco, cioè Vice Grip e Crushed, ti dicevano veramente poco se non per lo special super cattivo della prima che attenuava in qualche modo l'ascolto di una canzone di per sé un po' banale. 
Questa sensazione di banalità però è stata poi costante per tutto l'ascolto di IRE, semplicemente dopo i primi brani hai iniziato a capire che quell'essere banale aveva un suo perché: rispetto ai precedenti dischi che erano pieni di ritmiche veloci ed incazzate, in questo caso le ritmiche sono più cadenzate, i riff più semplici, la band si è spostata dai lidi del metalcore ad un genere più vicino all'alternative metal anni 2000, con assoli o passaggi chiaramente ispirati all heavy metal classico.

                             


IRE si presenta a chiunque lo ascolti come un disco più accessibile, più classico, più semplice ma di grande effetto in ogni caso: non dubiti del fatto che i singoli brani saranno comunque ben accettati durante i live, poiché fanno il loro lavoro in maniera decente, riescono infatti a farti cantare il ritornello senza che tu te ne accorga, riescono anche a farti partire il caro vecchio headbanging o ancora un pogo abbastanza scatenato. Se proprio dovessi dire una canzone che non ti è piaciuta diresti sicuramente Writings on The Wall: non sai bene perché, ma ti ricorda tantissimo Caparezza e questo non va bene. Se invece devi dire dei brani che ti sono veramente piaciuti diresti Dying to Believe, che riprendere per bene il sound tipico della band con un ritmo superfast e cattiveria da vendere, Destroyer, che riprende i soliti riffettini e li mischia bene al nuovo sound più alternative che la band ha intrapreso, Bottom Feeder, che inserisce anche una ritmica un po' funky ,un riff iniziale molto particolare per non parlare del ritornelo che finisce al grido di Bottom Feeder.




In conclusione direi che questo album potrebbe essere il perfetto punto di inizio per nuovi ascoltatori, mentre i fan di vecchia data sapranno sicuramente apprezzare questo disco nel modo giusto. Certo, non è il miglior album della band, ma sicuramente non è da dimenticare.
Ultimissima cosa, il gruppo farà tappa in Italia il 4 febbraio 2016 al Fabrique di Milano, insieme agli Architects, ovvero concertone della madonna.



ADESSO TOCCA A VOI!!! Esatto, voglio sapere cosa ne pensate della recensione: siete d'accordo oppure vi trovate in disaccordo più assoluto con il mio pensiero??
Cosa vi ha colpito di più, o perché no di meno, del disco?? 
Andrete a vedere la band live??
Ed  infine: avete qualche album/band di cui vorreste vedere una bella recensione??
Scrivetemi tutte le vostre considerazioni  in un commento sotto il post!!!



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