lunedì 29 giugno 2015

LIVE REPORT: CAPAREZZA @ RUGBY SOUND FESTIVAL, PARABIAGO


Inizia così, con un botto gigantesco, il Museica tour estivo di Caparezza che apre anche le danze al Rugby Sound Festival di Parabiago, manifestazione che ci regala ogni anno tanti bei concerti (come questo qui http://meta-ldetector.blogspot.it/2014/07/live-report-tre-allegri-ragazzi-morti.html) a prezzi minimi (quando non sono gratis). L'MC pugliese mette in scena uno spettacolo fuori dal comune: bello da vedere, ispirato tematicamente ed eccellente musicalmente.
Come dicevo sui social e a tutti i miei amici, prima di partecipare a questo concerto erano ben 9 anni (o quasi) che non vedevo il Capa live. Perché non vedere allora come si è evoluto lo spettacolo Rezziano in questi anni?! Stringetevi forte, si parte!

Iniziano con l'elencare e spiegare tutti gli aspetti che ho trovato migliorati.

La scenografia. Che Caparezza avesse sempre messo una vena spiritosa, teatrale nei suoi spettacoli lo sappiamo tutti e chiunque se lo aspetterebbe conoscendolo, ma a differenza dei primi concerti in cui (ovviamente) le scenografie erano poche, se non assenti, povere o limitate a qualche bambola o costume sul palco, ora l'intero palco è un'unica grandissima scenografia: in questo tour nello specifico tutto il palco era allestito come se fosse un museo, i musicisti vestiti come se fossero quadri famosi, portati sul palco dentro contenitori per opere d'arte, filmati originali apposta per determinate canzoni vengono proiettati alle spalle dei musicisti, essi ci introducono ad una nuova canzone o catturano il nostro sguardo durante tutto il concerto.
Il pubblico. In questo caso non migliorato ma aumentato esponenzialmente: sono stato contento di vedere tantissime persone presenti per questo artista, tantissimi nuovi fan si sono affacciati in questi anni e ne vado fiero perché io (ma non solo io) mi sento di averlo spinto a continuare nei suoi primi anni di carriera. 
La musica. Si, proprio la componente musicale mi è parsa migliorata: se da un lato infatti trovo che le idee musicali si siano un po' conformate ad uno standard che attiri il pubblico, dall'altro trovo che gli strumentisti siano maturati completamente dando il meglio di sé; nei primi tour infatti, e lo si sentiva ancor meglio nei primi dischi, la parte musicale seppur ispirata era sempre eseguita un po' sottotono, forse a causa anche della peggiore qualità del suono sia sul palco, sia su disco.


Se dovessi dare un parere fin da subito, consiglierei a tutti di andare ad un concerto del Capa, proprio perché è uno show come solo i grandi musicisti sanno fare: senza un attimo si noia, senza pause ingiustificate, con ogni canzone legata all'altra da un filo rosso spiegato dallo stesso cantante attraverso la narrazione dello spettacolo, con pezzi adrenalici che aprono il concerto e pezzi più calmi che permettono al pubblico di riprendere il fiato e di prepararsi al pezzo successivo (sempre che non vi mettiate a cantare a squarcia gola ogni singolo pezzo). Uno spettacolo che non potete perdervi se siete fan dell'artista e che potrebbe piacervi anche se non lo conoscete bene o comunque approfonditamente. Lancio di coriandoli e palloni alla fine sono d'obbligo per un concerto di questa portata.
Abbiamo detto tutto quello che c'era di positivo, ora scateniamo la rabbia!
Il pubblico. Come dicevo sono contento per l'alto numero di partecipanti, ma cavolo, non penso di aver visto un pubblico peggiore di questo. Per dirne una: queste persone conoscono tutte le nuove canzoni, ma appena la band si esibisce in un pezzo un attimo più vecchiotto, iniziano a fare delle facce strane per capire da dove viene questo strano suono. 
Se anche voi vi siete sentiti così in qualche pezzo non preoccupatevi, anche al sottoscritto succede delle volte, però fate un favore a tutti: cercate di apprezzare e di partecipare in ogni caso a quel pezzo, e via quelle facce da pesce lessi.
Ma non finisce qui, quello che ho trovato più fastidioso del pubblico è stato il suo approccio al pogo: possibile che ogni volta debba essere un continuo spintonarsi senza sosta, oppure che ci debbano essere persone (si dico proprio a te) che spingano apposta gli altri per dargli un mero fastidio? Fate una bella cosa: se volete fare casino andate in mezzo al pogo, se non volete tenevi ai lati, ma non spingete gli altri perché vengano sballonzolati da una parte all'altra... se no siete solo delle merde, anche un po' codarde.
Nove anni fa o giù di lì il minor numero di persone ai concerti, e anche la loro natura più mite, ti rendeva l'esperienza più gratificante.
Farò adesso un paragone: uscito dal concerto di Caparezza, accusavo male alle costole, alle spalle, al collo e alle braccia; per contro concerto al degli Architects (un gruppo notoriamente più casinista e incazzato) tanto pogo e circle pit divertente, con i soliti ragazzi core che fanno le loro mosse da ninja ma sei tornato senza nemmeno una ferita (e non pensate che io non abbia pogato, vi sbagliereste).
Certo, so che esiste di peggio ai concerti e che farsi un po' male è normale, ma se mi lamento vuol dire che proprio era una cosa da rompere i coglioni.


Scocciature a parte, ho apprezzato tantissimo il concerto: mi sono divertito davvero tanto a cantare ancora un altra volta quelle canzoni che hanno segnato la mia adolescenza. Caparezza è un artista che non solo mi ah introdotto alla musica ma mi ha permesso di crescere con una sensibilità maggiore musicalmente parlando, insegnandomi che non esistono confini nella musica. Mi ha sorpreso la scaletta con pezzi veramente vecchi che non pensavo di sentire, come Nessuna Razza, Fuori dal Tunnel e Follie preferenziali.
Per voi invece che vi siete lasciati indietro questo artista o che lo state scoprendo adesso vi rimando a questa recensione della sua ultima fatica Museica http://meta-ldetector.blogspot.it/2014/04/caparezza-museica.html. E vi consiglio caldamente di partecipare appena ne avrete la possibilità.

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